Accadde oggi

“Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo”. La strage dei Georgofili

Si vuole ricordare oggi un episodio di cui è fondamentale conservare memoria, dal momento che ha segnato violentemente la storia del nostro Paese: si tratta della strage dei Georgofili, vile e crudele attentato, i cui responsabili si sono macchiati del sangue di cinque persone e del ferimento di altre trentotto; nel mentre, il magnifico patrimonio culturale, emblema della nostra identità, veniva dilaniato

di Fabiana Di Fazio

 

Cosa accadde di preciso a Firenze nel corso della notte tra il 26 ed il 27 maggio del 1993? La strage fu provocata dalla detonazione di una ingente quantità di tritolo, T4, pentrite e nitroglicerina, con cui venne letteralmente imbottita una Fiat Fiorino. L’auto fu posizionata nei pressi della Torre dei Pulci, la quale ospitava, e ospita nuovamente a partire dal 1996,  l’Accademia dei Georgofili.

Il documento riportante le motivazioni della sentenza della Corte d’assise di Firenze, oltre ad individuare i responsabili dell’atto dinamitardo, elenca i beni culturali lesi.

A seguito dell’esplosione, infatti, oltre al grave danneggiamento di edifici del centro storico e delle strade comprese nelle vicinanze di Via dei Georgofili e di Via Lambertesca:

risultavano totalmente distrutti la Torre del Pulci sede dell’Accademia dei Georgofili e gravemente danneggiati la Galleria degli Uffizi, Palazzo Vecchio, la Chiesa di Santo Stefano e Cecilia al Ponte Vecchio, il Museo di Storia della Scienza e della Tecnica;

venivano perdute le seguenti opere:

presso la Galleria degli Uffizi: Gherardo delle Notti – «Adorazione dei pastori»; Manfredi – «Giocatori di carte»;  Manfredi – «Concerto»;

presso l’Accademia dei Georgofili: Bimbi – «Aquila»; Scacciati – «Avvoltoi, gufi e beccaccia»; Grant (stampa raff.) – «Scena di caccia»; Landseer (stampa raff.) – «Grande cervo in una palude»;

venivano gravemente danneggiate le seguenti opere:

presso la Galleria degli Uffizi: Van Der Weyden – «Deposizione nel Sepolcro»; Sebastiano Del Piombo – «Morte di Adone»; Cristofano dell’Altissimo – «Ritratto di Giovanni della Casa»; Gregorio Pagani – «Priamo e Tisbe»; Rubens – «Enrico IV alla battaglia d’Ivry»; Rubens – «Ritratto di Filippo IV di Spagna»; C. Lorrain – «Porto con Villa Medici»; Bernini – «Testa di angiolo»; Gherardo Delle Notti – «Adorazione del Bambino»; Gherardo Delle Notti – «La buona ventura»; Gherardo Delle Notti – «Cena con suonatori di liuto»; Manfredi – «Tributo a Cesare»; Manfredi – «Disputa con i Dottori»; F. Rustici – «Morte di Lucrezia»; A. Gentileschi – «Giuditta e Oloferne»; A. Gentileschi – «Santa Caterina»; G. Reni – «David con la testa di Golia»; B. Strozzi – «Parabola del convitato a nozze»; Empoli – «Natura Morta»; Empoli – «Natura Morta»; R. Manetti – «Massinissa e Sofonisba»; G.B. Spinelli – «David festeggiato dalle fanciulle»; G.B. Spinelli – «David placa l’ira di Saul»; N. Reiner – «Scena di gioco»; scuola caravaggesca – «Incredulità di San Tommaso»; Valentin – «Giocatori di dadi»; scuola caravaggesca – «Liberazione di S. Pietro»; – «Battaglia di Radicofani»; M. Caffi – «Fiori»; Gherardo Delle Notti – «Cena con sponsali»;

presso l’Accademia dei Georgofili: Bimbi – «Pellicano»; «Fiori» (nr. 2 – inv. castello 576 e 578);

venivano variamente danneggiate le seguenti opere:

presso la Galleria degli Uffizi: Bronzino – «Ritratto di donna»; Van Douven – «Glorificazione degli Elettori Palatini»; scuola A. Gaddi – «Trittico: Madonna e Santi»; Maso da San Friano – «La caduta di Icaro»; Giovanni da San Giovanni – «Madonna col Bambino e San Francesco»; R. Van Der Weyden – «Deposizione»; Pontormo – «Madonna col Bambino»; Garofalo – «Madonna e Santi»; Vasari – «Ritratto del Duca Alessandro»; Raffaellino Del Garbo – «Madonna col Bambino»; Puccinelli – «Madonna col Bambino»; A. Micheli – «Santa Caterina»; scuola caravaggesca – «Doppio ritratto»; ignoto – «Bambino giacente»; ignoto – «San Giovanni Evangelista»; scuola romana – «Ritratto di Porzia De’ Rossi»; Fra’ Bartolomeo – «Porzia»; Velasquez – «Dama a cavallo»; scuola del Pollaiolo – «La Giustizia»; Tiziano – «Ultima cena»; scuola sec. XV – «Vergine col Bambino»; A. Cecchi – «Autoritratto»; V. Campanello – «Autoritratto»; C. Baba – «Autoritratto»; M. De Matchva – «Autoritratto»; Farulli – «Autoritratto»;

presso l’Istituto e Museo della Storia e della Scienza: «Vaso cilindrico dell’Accademia del Cimento», sec. XVII, alt. cm. 27, diam. cm. 9, vetro (catal. IX,66), incrinato il piatto del vaso – danno non sanabile – indebolimento dell’oggetto irreparabile; «Vassoio», sec. XVII, vetro, diam. cm. 46 circa (catal. IX,85), incrinato – irreparabile; «Telescopio riflettore», legno, di Leto Guidi, sec. XVIII (catal. XI.1), graffi sulla superficie del tubo – restaurabile; «Telescopio riflettore», legno, sec. XVII (catal. XI.2), graffi sulla superficie del tubo – restaurabile; «Sfera armillone Santucci», sec. XVI (catal. VII.30), armilla rotta – distacco della calotta polare – indebolimento struttura – danno sanabile con difficoltà;

risultavano danneggiate le seguenti sculture:

presso la Galleria degli Uffizi: arte ellenistica – «Niobide»; arte romana – «Testa di giovanetto»; copia di epoca romana del «Discobolo di Mirone»

 

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(Credits: Galleria degli Uffizi, foto di Romeo Zigrossi, Direttore dell’Ufficio Tecnico della Soprintendenza)

 

Siamo negli anni immediatamente successivi agli omicidi di figure che avevano dedicato la loro intera esistenza alla lotta contro il crimine organizzato. Fulgido esempio, i magistrati Falcone e Borsellino.  Il legislatore aveva, conseguentemente, proceduto a rafforzare l’ordinamento penitenziario, estendendo il regime del carcere duro, così come previsto dall’articolo 41-bis della legge 354 del 1957, ad ogni «delitto che sia stato commesso avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso».

La tattica concepita da Cosa Nostra mirava a colpire lo Stato, distruggendo catastroficamente uno dei pilastri più importanti sui quali, da sempre, si è eretta l’identità del nostro Paese: il patrimonio storico artistico. Dinnanzi all’inasprimento delle pene promosso dalle istituzioni, attive nel contrasto alla criminalità organizzata, quest’ultima rispose con le stragi, con l’obiettivo di indurre lo Stato ad indietreggiare. L’attentato nella città fiorentina si rivelerà essere solo il primo; ad esso, infatti, seguiranno gli attentati perpetrati ai danni del Padiglione di arte contemporanea a Milano ed, ancora, alle Chiese di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma.

Appurato il grado di estrema gravità connotante la ferita inferta al patrimonio culturale, è fondamentale procedere ancora oggi ad una accurata riflessione in relazione a quanto accaduto; solo tramite quest’ultima, infatti, si possono adottare tutte le misure necessarie con le quali contrastare simili atrocità e, inoltre, comprendere attraverso quali modalità la criminalità si serva dell’arte e dei beni culturali nel suo operare, dettato esclusivamente dalla bramosia di potere e dall’arricchimento.

 

 

Le foto sono estrapolate dalla fotogallery de laRepubblica.it, Gruppo Editoriale L’Espresso, Georgofili 20 anni dopo. Uffizi, le foto inedite.

Vedi anche: 27 maggio 1993, la notte dei Georgofili la strage raccontata per immagini