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Nucleo TPC Udine. Attività operativa 2023

(Tempo di lettura: 8 minuti)

Comunicato Stampa del Nucleo TPC di Udine

Nel 2023 l’attività di prevenzione e di contrasto alle aggressioni criminali al patrimonio culturale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine, che ha operato con competenza territoriale sul Friuli Venezia Giulia e, sino al mese di febbraio, sul Trentino Alto Adige, la cui competenza è transitata al paritetico Nucleo di Venezia dal 01 marzo successivo, ma che ha anche svolto attività d’indagine al di fuori delle Regioni di diretta competenza, si è contraddistinta per la particolare incisività dei controlli posti in essere, in particolar modo, sulle piattaforme di vendita on-line nonché sulla presenza di beni culturali ed opere d’arte di illecita provenienza nei mercati di settore.

In particolare, l’azione preventiva si è concretizzata nell’esecuzione di 13 sopralluoghi per l’accertamento dello stato di sicurezza di musei, biblioteche e archivi; 58 controlli ad aree archeologiche marine e terrestri, siti UNESCO in primis; 84 verifiche in aree con vincoli paesaggistici e monumentali; 122 controlli ad esercizi commerciali di specifico settore e 14 controlli a mercati e fiere antiquariali. La fattiva e costante collaborazione intercorsa con l’Arma Territoriale che supporta le attività del Nucleo attraverso il prezioso apporto fornito dalle Stazioni Carabinieri, nonché le attività svolte congiuntamente con il 14° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Belluno, la Motovedetta CC 401 della Stazione di Grado (GO) e del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova, ha consentito di attuare un efficace monitoraggio terrestre, marittimo e aereo del territorio di competenza. 

Di particolare interesse si segnala il ritrovamento nelle acque antistanti l’isola di Grado di oltre 50 reperti archeologici di varia natura risalenti tra il V e VI sec. d.C. Il recupero è avvenuto grazie alla sinergia e la collaborazione dei reparti dell’Arma che hanno coadiuvato il Nucleo CC TPC come la Motovedetta di stanza a Grado (GO) e dei Sommozzatori del Nucleo CC di Genova. Le operazioni di recupero sono state precedute da una fase di studio e monitoraggio delle zone già conosciute e che fanno parte degli obiettivi di salvaguardia portati avanti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e sono materiale di studio del Dipartimento Studi Umanistici dell’Università di Udine. Le operazioni, infatti, sono state condotte con la presenza di docenti di archeologia marina e dei funzionari della SABAP che hanno condiviso gli obiettivi con il personale dell’Arma.

I sorvoli a bordo dell’elicottero dell’Arma sul territorio della regione hanno contribuito a monitorare, da un punto di vista privilegiato, i siti maggiormente sensibili alle possibili azioni illecite di scavo che costituiscono un obiettivo per la salvaguardia del patrimonio archeologico nelle zone interessate come i comuni di Aquileia, Cervignano del Friuli, Torviscosa. 

L’azione repressiva ha registrato il deferimento in stato di libertà di 59 persone, a seguito di attività di indagine coordinate principalmente dalle 4 Procure della Repubblica (Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone) mentre, nel corso delle 15 perquisizioni eseguite, sono stati sequestrati 6406 reperti di cui 3318 beni antiquariali, archivistici e librari, 1809 paleontologici e 1279 archeologici. I falsi sequestrati sono stati 19, quasi tutti afferenti all’arte pittorica contemporanea; segno del forte interesse verso questa forma di illecito che ha come fine quello di trarre in inganno il compratore il quale è indotto a ritenere che l’opera che sta acquistando abbia un certo valore. L’azione di contenimento dei reati commessi in danno del patrimonio culturale ha consentito di limitare i furti relativi allo specifico settore che ammontano a nel solo Friuli Venezia Giulia e 3 nel Trentino Alto Adige ma che talvolta riguardano episodi avvenuti in epoca imprecisata dei quali solo recentemente, le vittime del reato hanno avuto contezza grazie all’azione investigativa che ha consentito di procedere alla successiva denuncia. I reati commessi in danno del paesaggio sono stati ma, fortunatamente, di limitata entità sotto l’aspetto del danno arrecato.

La gran parte dei beni e delle opere d’arte sequestrate, è stata sottoposta a successivo esame tecnico da parte di funzionari delle competenti Soprintendenze, da docenti universitari specializzati, principalmente facenti parte del D.I.U.M. dell’Università di Udine, nonché da esperti nei diversi settori artistici e dalle Fondazioni di riferimento. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a 43.950 euro.

Alla luce della recente introduzione della Legge 9 marzo 2022, n. 22 avente ad oggetto “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale”, le fattispecie di reato, ad oggi più frequentemente perseguite sono, oltre alla ricettazione e al riciclaggio di beni culturali, anche la contraffazione di opere d’arte, l’impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, nonché opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa in materia paesaggistica. La recente legge ha previsto un inasprimento delle pene per i reati commessi in danno del patrimonio culturale ed ha fornito strumenti più efficaci a disposizione dei carabinieri del TPC per fronteggiare il fenomeno, anche in tema di sequestro e confisca.

Strumento utilissimo per il contrasto dei crimini commessi in danno del patrimonio culturale si è confermata la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottrattiassegnata al Ministero della Cultura ma gestita in via esclusiva dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che è “Polo di gravitazione informativa e di analisi” a favore anche delle altre Forze di Polizia. In essa sono quotidianamente inserite tutte le informazioni descrittive e fotografiche relative ai beni culturali ed opere d’arte da ricercare, che pervengono dai Reparti territoriali dell’Arma, dalle altre Forze di Polizia, dalle Soprintendenze, dagli Uffici Doganali, nonché da Interpol, per i beni trafugati all’estero.

Nel mese di ottobre 2023, presso il CoESPU “Center of Excellence for Stability Police Units di Vicenza, il personale del Nucleo TPC di Udine ha partecipato, in sinergia ad altro personale dei reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri, all’esercitazione militare denominata “Enduring Stability” avente ad oggetto gli interventi di soccorso e mantenimento della pace sugli scenari di teatro operativo estero. All’esercitazione ha preso parte altresì un funzionario del Ministero della cultura al fine di condividere le attività di messa in sicurezza, recupero e salvaguardia di beni culturali che si trovano in quei paesi interessati a conflitti armati nonché per mettere a punto le tecniche operative per la protezione dei beni in caso di impiego a seguito di calamità naturali nel nostro Paese attraverso il team “Caschi Blu della Cultura” voluto dell’UNESCO nel 2016. L’istituzione dei “Caschi Blu della Cultura” ha lo scopo di sottolineare quanto la protezione del patrimonio culturale rappresenti una dimensione fondamentale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. 

Al favorevole esito di procedimenti penali riferiti ad attività di indagine già concluse, si è proceduto a numerose restituzioni di beni culturali delle quali si è già proceduto alla divulgazione della notizia alla stampa nel corso del 2023, quali:

Delle attività recentemente svolte e finalizzate al recupero di beni culturali di tipo archeologico, si descrivono, di seguito, i dettagli più significativi corredati da foto.

PORDENONE

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale consegnano alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste 25 monete antiche sequestrate nel pordenonese

I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste 25 monete romane di epoca imperiale proveniente da un sequestro effettuato presso l’abitazione di una donna residente in provincia di Pordenone. Le indagini sono state avviate a seguito del monitoraggio delle vendite on line di beni culturali di tipo numismatico che i militari dell’Arma hanno eseguito nel corso del 2023 e che hanno portato a individuarle su un sito specializzato ponendole all’asta per il massimo realizzo. Una volta operato il sequestro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pordenone, le monete sono state espertizzate da un docente di numismatica del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Udine che ne ha delineato le caratteristiche e le peculiarità trattandosi di monete di epoca romana ardo antica – basso imperiale e provenienti da un lungo periodo di giacenza nel terreno. Si tratta di reperti databili dal IV al V sec. d. C. e pienamente compatibili con analoghi ritrovamenti nel territorio del pordenonese. Ciò conferma come l’opera di scavo clandestino sia un reato particolarmente importante da contrastare e sul quale operare la massima attenzione nel corso delle indagini condotte dal reparto dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. 

Al termine delle indagini, considerando la buona fede da parte della donna che ne era venuta in possesso attraverso la sua famiglia, il Gip di Pordenone ha disposto l’archiviazione delle responsabilità penali stabilendo che tutte le monete vengano confiscate a favore dello Stato, con l’assegnazione alla SABAP di Trieste.

UDINE

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale consegnano alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste due antiche gemme preziose di età romana sequestrate in un’abitazione

I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste 2 gemme antiche provenienti da un sequestro effettuato presso l’abitazione di una donna residente in provincia di Udine. Le indagini sono state avviate a seguito del monitoraggio delle vendite on line di beni culturali di tipo archeologico che i militari dell’Arma hanno eseguito nel corso del 2023 e che hanno portato a individuarle su un sito specializzato nel quale erano state poste in vendita per la somma di 60 euro come base d’asta di partenza. Una volta operato il sequestro, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Udine, le gemme sono state analizzate da un’archeologa esperta della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia che ha stabilito trattasi precisamente di un diaspro nero, ovvero una pietra preziosa che raffigura la Dea Fortuna con cornucopia ed elementi vegetali, databile tra il II e il III sec. d. C., ed una corniola la cui origine potrebbe essere di età romana, ovvero una copia di età rinascimentale. Entrambe sono beni culturali di tipo archeologico di proprietà dello Stato, la cui vendita non può essere consentita; motivo per il quale è stato operato il sequestro. 

Al termine delle indagini, considerando la buona fede da parte della donna che ne era venuta in possesso attraverso la famiglia di origine, il Gip di Udine ha disposto l’archiviazione delle sue responsabilità penali, prevedendo che entrambe le gemme vengano confiscate a favore dello Stato, con assegnazione alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste.

Le attività di indagine condotte dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale dimostrano l’importanza del costante monitoraggio del commercio, oggi spessissimo svolto su piattaforme dell’e-commerce attraverso il quale, molte persone, talvolta anche ignare, pongono in vendita dei beni culturali che, per loro natura, sono di illegittima provenienza in quanto non possono essere commercializzati da privati in assenza di specifiche autorizzazioni e perché appartengo alla collettività. Con il loro recupero e le successive restituzioni, si contribuisce a ristabilire l’equilibrio grazie al quale i beni ritornano nel contesto al quale essi appartengono attraverso l’assegnazione agli Enti deputati alla loro custodia e conservazione. 

[Fonte: Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Cultuale di Udine].

Per visualizzare i comunicati del TPC di Udine digitare QUI.

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