Comunicare in modo nuovo i crimini contro il Patrimonio culturale

Gianfranco Becchina, imprenditore di Castel Vetrano, è stato un trafficante d’antichità. Non si vogliono qui delineare la sua biografia o i suoi guai con la giustizia. Basterà segnalare come, indagato a lungo dalla Procura di Roma, non sia stato mai condannato, dal momento che il reato di cui veniva accusato è caduto in prescrizione. Oggi, dunque, egli si professa innocente. E tale va considerato in uno Stato di diritto

Autentici falsi. Il caso Verzetta

A dispetto del convincimento maturato da Giovan Battista Cavalcaselle fin dagli anni settanta dell’Ottocento circa la necessità di separare l’attività di restauro dal campo della produzione artistica, l’operato di alcuni personaggi del suo tempo si allinea al comportamento professionale di quanti, approdati al restauro dalle aule delle Accademie di Belle Arti, non avrebbero provato alcun sgomento nel colmare le lacune e le mancanze di una pittura antica “con più o meno capacità e cognizione dello stile di quel tempo e di quell’autore ingannando con maestria il proprio lavoro in modo che non si distinguesse il nuovo dal vecchio” (C. CONTI, 1998)

Al MANN, “Archeologia ferita”, un seminario sulla lotta al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali

Si moltiplicano gli eventi dedicati al traffico illecito dei beni culturali, come il seminario internazionale organizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e dall’Università Federico II, nelle giornate del 14 e del 15 novembre, un’occasione di estremo interesse, che vedrà tre momenti tematici: Normativa e tutela; La prassi in tema di lotta al traffico illecito e distruzione dei beni culturali; Il ruolo dei musei nella lotta al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali