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La cooperazione internazionale nel contrasto al traffico illecito di beni culturali

Il patrimonio culturale rappresenta, così come affermato nella Convenzione di Faro, che ne tratta in termini di eredità culturale, “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione”. Da tale assunto si evince come i reati perpetrati ai danni del patrimonio culturale costituiscano una lesione delle testimonianze della nostra identità. Dinnanzi a tale consapevolezza, le organizzazioni internazionali hanno progressivamente iniziato a predisporre una serie di misure volta a contrastare le varie forme assunte dal crimine contro il patrimonio culturale

Comunicare in modo nuovo i crimini contro il Patrimonio culturale

Gianfranco Becchina, imprenditore di Castel Vetrano, è stato un trafficante d’antichità. Non si vogliono qui delineare la sua biografia o i suoi guai con la giustizia. Basterà segnalare come, indagato a lungo dalla Procura di Roma, non sia stato mai condannato, dal momento che il reato di cui veniva accusato è caduto in prescrizione. Oggi, dunque, egli si professa innocente. E tale va considerato in uno Stato di diritto

Al MANN, “Archeologia ferita”, un seminario sulla lotta al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali

Si moltiplicano gli eventi dedicati al traffico illecito dei beni culturali, come il seminario internazionale organizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e dall’Università Federico II, nelle giornate del 14 e del 15 novembre, un’occasione di estremo interesse, che vedrà tre momenti tematici: Normativa e tutela; La prassi in tema di lotta al traffico illecito e distruzione dei beni culturali; Il ruolo dei musei nella lotta al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali